Molti sono già informati sugli assistenti vocali, ma facciamo ugualmente una breve introduzione su di essi.

Che cosa sono gli assistenti vocali?

Gli assistenti vocali altro non sono che dei sistemi basati sull’intelligenza artificiale e sul machine learning.
In grado di interagire nella maniera più naturale possibile con le persone attraverso dei comandi vocali. Grazie a speciali algoritmi sono in grado di riconoscere la voce e i dialoghi delle persone comportandosi di conseguenza.
Insomma, gli assistenti vocali stanno rivoluzionando il modo in cui comunichiamo.

 

Assistenti vocali differenti ma con un comune denominatore

Tra questi ci sono Siri, Google Assistant, Alexa, i tre più famosi.
Tre assistenti vocali “diversi” tra loro, ma che hanno lo stesso scopo: rendere i gesti quotidiani delle persone, più semplici.
Possiamo chiedere a Siri di chiamare un nostro parente.
Dire “Hey Google, manda un’email a Carla”.
O ancora “Alexa, riproduci Despacito”.
Durante le campagne pubblicitarie, le multinazionali come Apple, Google e Amazon hanno sempre raccontato la facilità di utilizzo dei loro dispositivi e le loro funzionalità.
Ma in questi giorni una di queste ha rilasciato uno spot per il suo Echodot, in Gran Bretagna, piuttosto interessante. Stiamo parlando di Amazon.

La relazione con la disabilità visiva

Durante le campagne pubblicitarie, le multinazionali come Apple, Google e Amazon hanno sempre raccontato la facilità di utilizzo dei loro dispositivi e le loro funzionalità.
Ma in questi giorni una di queste ha rilasciato uno spot per il suo Echodot, in Gran Bretagna, piuttosto interessante. Stiamo parlando di Amazon.
Nello spot, intitolato “Morning Routine” viene ritratta una giovane donna durante la routine mattutina.
Durante la routine si trova ad interagire con Alexa chiedendole: “che ore sono” o “che tempo c’è”.
Domande molto semplici, che potrebbero trovare risposta alla vecchia maniera: guardare l’orologio che sta appeso in cucina o guardare fuori dalla finestra.
La cosa interessante è che lo spot trae in inganno.
La protagonista in realtà è una non vedente ed Alexa è ciò che le permette di semplificare alcuni gesti quotidiani.

La campagna nasce dalla partnership tra Amazon e il Royal National Institute of Blind People.
Campagna che riesce così a sensibilizzare su un tema molto importante e che fa soffermare sull’utilità effettiva degli assistenti vocali.

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