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i economia circolare abbiamo spesso sentito parlare. Ma che cos’è esattamente?

Economia circolare: il significato

Il termine “economia circolare” serve per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. Un’economia basata quindi sul riutilizzo dei materiali nei successivi cicli produttivi, riducendo così gli sprechi.
La finalità è superare il modello economico lineare basato sulle fasi: produrre, utilizzare e disfarsi.
Per passare così ad un modello basato sulle 3R (reduce, reuse, recycle), in modo da ridurre gli impatti negativi della produzione sull’ambiente.
Questo modello in pratica garantisce l’ecosostenibilità.

Il settore che si è mosso per primo nell’economia circolare.

Tra i primi settori a muoversi in questa direzione è stato quello del food. Il tutto grazie all’avvento del bio e della tracciabilità della filiera.

E quali Brand?

Un noto brand che è riuscito a sviluppare un progetto di economia circolare è stato Lavazza.
Lavazza in collaborazione con Novamont e il Politecnico di Torino, è riuscito, dopo 5 anni di sperimentazione a realizzare una capsula biodegradabile.
Una capsula che può essere gettata nell’umido e quindi diventare compost.

Il progetto dello Zero waste.

L’intero progetto si basa sullo “zero waste”.
Lo Zero Waste (Rifiuti zero)  è una strategia di gestione dei rifiuti che si propone di riprogettare la loro vita ciclica perché considerati non come scarti, ma risorse da riutilizzare.
Lanciate in occasione della fiera “Fà la cosa giusta”, le capsule compostabili sono fatte di Mater-Bi.
Una bioplastica biodegradabile che può essere gettata nell’umido e avviata al compostaggio.
Qui, sia il Caffè residuo che il contenitore si inseriscono quindi in un circolo virtuoso che trasforma i rifiuti, in una materia prima nuova per nuovi cicli produttivi.
Questo di Lavazza non è l’unico caso di economia circolare e di attenzione alla sostenibilità aziendale.
Anzi, alcuni brand hanno fatto di questo modello, un modello di business.
Un esempio eclatante è stato quello di Orange Fiber.
Un’azienda tessile che ha saputo recuperare uno scarto proveniente dal mondo agroalimentare, generando una nuova fibra tessile.

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